10.09.2010 La pubblicazione dei testi non ha carattere di ufficialità
La consultazione è gratuita
 (Consiglio di Stato 183/2010)
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Il patto Tesoro-Parlamento sul bilancio dello Stato

Roma, 24-3-2010 – Maggiori poteri al Governo nella gestione del bilancio dello Stato. In cambio, più trasparenza e maggiori informazioni al Parlamento. E’ stato questo, lo scorso dicembre, lo scambio politico alla base della nuova legge di contabilità pubblica votata dalle Camere. Moriva la vecchia e discussa legge finanziaria, nasceva al suo posto la legge di stabilità.

La nuova normativa riconosce formalmente al Tesoro poteri che, di fatto, il Governo si è preso già da alcuni anni. Uno spostamento del baricentro dalle Camere all’Esecutivo che ha preso, dapprima, la veste delle Finanziarie varate a colpi di fiducia, poi di manovre realizzate con decreti legge (al Parlamento, soltanto la rapida ratifica imposta dai sessanta giorni di vita del provvedimento). Quindi, l’innovazione “regina”, anch’essa con un decreto del 2008: la facoltà, per i ministeri di spesa, di effettuare rimodulazioni, cioè spostamenti di fondi nei rispettivi bilanci tra programmi di spesa, all’interno delle grandi “missioni” ministeriali. Questa novità, introdotta come le altre a Costituzione vigente, attribuisce al bilancio dello Stato un ruolo finora del tutto sconosciuto, aprendo alle Amministrazioni centrali spazi di manovra che vanno oltre le decisioni formalmente prese dalle Camere con l’approvazione del bilancio di previsione.

Ecco allora la necessità di compensare questo nuovo, vasto potere con una rendicontazione più estesa al Parlamento, soprattutto in sede di consuntivo. Se la fase deliberativa, le “manovre” di finanza pubblica, sono ormai da anni seguite con attenzione dall’opinione pubblica per gli effetti annuncio che vi si legano, nulla accade quando si passa ai controlli. Alla verifica, cioè, di come e con quali effetti le spese sono state fatte. La nuova legge contabile, la 196 del 2009, stabilisce all’art. 4 che il Governo dia alle commissioni parlamentari tutte le informazioni utili a un controllo costante sulla finanza pubblica. I presidenti delle Camere dovranno potenziare le capacità di indagine delle commissioni Bilancio per metterle in grado di effettuare “monitoraggio, controllo e verifica” della finanza pubblica e delle relative misure.

   Niente di tutto questo è stato fatto finora. I primi adempimenti contabili incalzano: relazione unificata ad aprile, assestamento del bilancio a giugno. Su quali basi si intende impostare la nuova finanza? Forse, dopo Pasqua, se ne saprà di più.   

 

 


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