07.09.2010 La pubblicazione dei testi non ha carattere di ufficialità
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 (Consiglio di Stato 183/2010)
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Solo 5 miliardi dallo Stato ai fornitori nel 2009

 

Roma, 11-3-2010. Che fine hanno fatto i 18 miliardi di cassa, poi saliti a 25, destinati a ripianare entro il 2009 i debiti delle amministrazioni pubbliche verso i loro fornitori? Non si sa con precisione. Neppure si sa quanto, della somma stanziata, sia stato realmente speso. L’indicazione oscilla dai 5 ai 10 miliardi circa. Ma la somma minore sembra la più probabile. E i denari mobilitati e non adoperati? Occorrerà, se possibile, recuperarli nel 2010 con un nuovo provvedimento.

Era stato l’assestamento del bilancio 2009 a stanziare inizialmente ben 18 miliardi per finanziare un’altra norma, questa di un decreto legge, che mirava ad accelerare i pagamenti dello Stato ai fornitori, ad eccezione di aziende sanitarie, ospedaliere e policlinici universitari che già avevano ottenuto fondi per altra via. Al momento del varo del Ddl di assestamento in Consiglio dei ministri, il titolare dell’Economia Giulio Tremonti aveva parlato però di soli 5 miliardi destinati a ripianare i debiti. Il contrasto tra le parole del ministro e l’importo iscritto nel preovvedimento è stato a lungo incomprensibile. Oggi, trascorsi molti mesi, se ne intende il senso: in realtà, quanto si prevedeva di spendere veramente non erano i 18 miliardi, e meno ancora i 25 cui lo stanziamento sarebbe arrivato con successive integrazioni, ma una cifra di gran lunga inferiore. Ad accreditare la voce che i crediti effettivamente ripianati si limitino a 5 miliardi è il deficit di cassa 2009, risultato inferiore alle stesse stime governative (86 miliardi contro 88), anche se in netto peggioramento sul 2008, deficit che sarebbe stato ancora più pesante se una quota maggiore dei denari stanziati fosse stata realmente pagata ai fornitori.

Quello dei ritardi dei pagamenti dello Stato verso le imprese che gli forniscono beni e servizi è un problema gravissimo soprattutto in periodi di crisi economica  e, per una volta, non soltanto italiano: è una delle cause principali dei fallimenti di imprese in Europa. Lo stesso Tremonti aveva definito "anomalo che persino il Governo violi le regole della tempestività dei pagamenti", pur definendo "comprensibile la difficoltà – per le casse dello Stato – di sbloccarli di colpo". Infatti, lo sblocco dei pagamenti – previsto entro fine 2009 – è stato del tutto parziale.                  

 


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