Che c’è di così terribile nei documenti sull’inquinamento automobilistico di CO2 che la Commissione non vuole consegnare al Mediatore europeo? O si tratta di un semplice scontro di ruoli istituzionali? Non si sa, quello che si sa è che l’Ombudsman dell’Europa, il greco P. Nikiforos Diamandouros, forte dei poteri che gli conferisce il Trattato sull’Unione europea, si è rivolto lo scorso 24 febbraio al Parlamento–è di ieri una nota sull’argomento – per chiedere conto della Commissione accusata di non cooperare “sinceramente e in buona fede” . Parole grosse e su un argomento serio per uno scontro che dura da 15 mesi. La Commissione non vuole rendere pubbliche tre lettere ricevute dalla Porsche. La richiesta originaria di visionare i documenti viene dall’organizzazione non governativa Amici della Terra Europa.
Nel 2006 la Commissione aveva chiesto la documentazione alle Case automobilistiche, Porsche compresa,per tentare di ridurre l’emissione di anidride carbonica in Europa. Nel 2007 la richiesta del gruppo ambientalista di vedere i documenti e il primo diniego della Commissione con la motivazione che rendere pubbliche le lettere avrebbe danneggiato gli interessi commerciali della Casa tedesca. Poi, dopo le reiterate pressioni del Mediatore, la Commissione ha promesso che avrebbe scritto alla Porsche per informarla della situazione ma senza dare seguito alla promessa. Il Mediatore a questo punto ha deciso di inviare un rapporto speciale al Parlamento europeo sottolineando la gravità della situazione: non era mani avvenuto dall’istituzione dell’Ombudsman europeo nel 1995. Il documento è nell’originale inglese.
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