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Soltanto la Germania ha fatto meglio di noi con il 3,4%
Deficit al 5,3% del Pil, Italia tra i Paesi virtuosi nel mondo
Roma, 1-3-2010. Il ministro Giulio Tremonti ha motivo di essere contento: senza alcuna manovra correttiva, il disavanzo delle Amministrazioni pubbliche 2009 è risultato, stando al conteggio ufficiale dell’Istat, in linea con le previsioni. E’ vero che si tratta di dati suscettibili di revisioni importanti, e quasi sempre in peggio, ma il deficit del 5,3% del Pil reso noto oggi è un valore che pone l’Italia tra i Paesi virtuosi. Se si eccettua la Germania col 3,4%, Francia, Spagna, Irlanda, Regno Unito accusano disavanzi che vanno dall’8,3 a quasi il 13% del rispettivo prodotto interno. E, per giunta, con la prospettiva di un 2010 ancora peggiore, ad esempio per l’Irlanda (che rischia di sfiorare il 15%) e per il Regno Unito con il 14 per cento.
Naturalmente, tutto questo non permette di dimenticare che gli altri maggiori Paesi dell’euro hanno debiti pubblici di gran lunga inferiori al nostro. Oscillano intorno all’80% del Pil pur dopo i pesanti deficit di cui si è detto, contro il 115,8% dell’Italia.
Alcuni fattori devono però essere tenuti presenti: entrate una tantum in conto capitale per 12 miliardi (tra cui le rivalutazioni di cespiti aziendali) hanno migliorato il 2009. In parte (i 4 miliardi dello scudo fiscale) sono state azzerate e spostate a beneficio del 2010 col meccanismo dello sconto fiscale di dicembre, che si tradurrà in un maggior esborso a maggio. Senza questo beneficio, cui si aggiunge un risultato molto favorevole dei contributi sociali, il disavanzo 2009 salirebbe dai quasi 81 miliardi accertati dall’Istat a poco meno di 90, sfiorando il 6% del prodotto.
Altri dati meritano attenzione: la pressione fiscale (tasse e contributi) ha toccato lo scorso anno il 43,2%, ancora in crescita sul 42,9% dell’anno prima. La gelata dell’economia è stata superiore alla frenata, pur consistente, del gettito tributario. Le imposte in conto capitale concorrono a spiegare il fenomeno. La spesa è salita a sua volta ben oltre il 50% del Pil per toccare il 52,5% del prodotto. La spesa corrente ha naturalmente risentito delle provvidenze che scattano nei momenti di crisi.
E il Pil? Il complesso dei beni e dei servizi prodotti in Italia nel 2009 è risultato, in valore assoluto, di 1520 miliardi, meno dei 1533 stimati soltanto un mese fa dal Governo. E’ la prima volta dalla grande deflazione degli anni ’30 che il Pil cala in cifra assoluta da un anno all’altro. Quello del 2008 era stato di 1567,8 miliardi.
Ieri il Tesoro ha anche diffuso il fabbisogno di febbraio 2010 e del primo bimestre: il deficit di cassa di febbraio è stato di 13 miliardi contro i 14 di febbraio 2009. I primi due mesi mostrano un andamento positivo: 8,8 miliardi di passivo, quasi la metà dei 15,5 miliardi dei primi due mesi 2009. Un risultato che, per ora, sorprende gli esperti e che attende conferma.
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