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Disavanzo di competenze verso il 5,5% del Pil
Conteggio in corso, all’Istat e al Tesoro, per la definizione del dato ufficiale di disavanzo pubblico 2009, da diffondere il 1° marzo. Alcune sorprese non belle stanno emergendo proprio in questi giorni. Sorprese da due, tre miliardi che si aggiungeranno al deficit e lo porteranno, a quel che si teme, oltre gli 81,2 miliardi delle previsioni più recenti. Da un disavanzo di competenza del 5,3% del Pil indicato nell’aggiornamento del programma di stabilità di fine gennaio, si salirebbe al 5,4-5,5%, ovvero a 83-84,5 miliardi.
Nulla di tragico, soprattutto in confronto alle percentuali a due cifre di Spagna (11,2%), Irlanda (12,5%) per tacere della Grecia con oltre il 13 per cento. O, fuori dell’euro, al 12,1% del Regno Unito. Ma comunque un segnale che invita all’attenzione.
La Corte dei conti ha rilevato un debito da circa 9 miliardi da parte dello Stato verso la Tesoreria. Il debito esiste, ma non avrà impatto sui saldi né su altre grandezze di finanza pubblica, come precisato dal Tesoro. I nove miliardi derivano da tiraggi fatti dagli enti locali, tra il 1997 e il 2002, a valere sulle loro disponibilità depositate in Tesoreria ma in anticipo sulle relative autorizzazioni formali. Una procedura che oggi non è più possibile e che si traduce, in pratica, in un debito dello Stato verso se stesso, appunto la Tesoreria. Tutto si esaurisce all’interno del settore statale. Lo sbilancio potrebbe essere sanato con regolazioni contabili o addirittura decidendo, come in passato per un caso analogo, l’estinzione del debito.
Se questa vicenda non è dunque destinata a pesare sui conti (già lo ha fatto negli anni scorsi, attraverso i bilanci degli enti locali che quei soldi hanno incassato e speso), altri sono i rischi che aleggiano sul 2010. I programmi del Governo parlano di un deficit per l’anno in corso del 5% del Pil, 78,6 miliardi. Si tratta della solita stima a legislazione vigente, che infatti ricalca esattamente quella fatta a settembre scorso. Quale sarà l’andamento dei saldi a politiche invariate? Poco o nulla è stato stanziato per i rinnovi contrattuali, pochissimo anche per Anas e Ferrovie. E che fine hanno fatto i 25 miliardi di cassa messi a disposizione delle Amministrazioni perché paghino i debiti accumulati verso i fornitori? L’andamento della spesa per beni e servizi mostra che alcuni miliardi in più sono già usciti nel 2009, ma molti ancora dovranno andare a soddisfare i creditori dello Stato o quest’anno o nel prossimo. Infine, c’è da tener conto delle coperture delle leggi di spesa, molte delle quali assai discutibili, a cominciare da quelle della Finanziaria e dei molti decreti giunti in Parlamento. (17.02.2010)
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