05.02.2012 La pubblicazione dei testi non ha carattere di ufficialità
La consultazione è gratuita
 (Consiglio di Stato 183/2010)
_ _

Debito pubblico cresciuto di 100 miliardi nel 2009

 

Il debito pubblico italiano è aumentato, nel 2009, di oltre 100 miliardi di euro rispetto all’anno precedente. Ha superato i 1760 miliardi contro i 1662 di fine 2008.

La cifra esatta sarà diffusa dalla Banca d’Italia a metà marzo, come ogni anno. Ma il valore è stato anticipato (1764,5 miliardi), sia pure indirettamente, dall’aggiornamento del programma di stabilità varato a fine febbraio dal Consiglio dei ministri. Che la dinamica del debito delle Amministrazioni (Stato centrale, Regioni ed enti locali, aziende sanitarie, università e mille altri enti) fosse assai vivace appariva chiaro già nel corso dell’anno passato. Il disavanzo di cassa, primo elemento costitutivo del debito, è risultato a fine 2009 di oltre 30 miliardi superiore a quello del 2008. Anno in cui il debito, infatti, limitò la sua crescita a 63 miliardi.

Anche se le stime – quelle governative comprese -  sono ancora provvisorie, alcuni dati le spiegano. Il fabbisogno di cassa del settore statale è stato, nel 2009, di 86 miliardi circa. Quello del più ampio comparto delle Amministrazioni è valutato in circa 90 miliardi. Senza considerare gli apporti, secondari, degli scarti di emissioni su titoli pubblici e delle variazioni del cambio di quelli emessi in valute diverse dall’euro, rimane da valutare la variazione della posizione del Tesoro presso la Banca d’Italia. Si tratta del conto di disponibilità. A fine 2008 segnava 23 miliardi e, un anno dopo, circa dieci miliardi di più. Sommati questi al fabbisogno, ecco  - grosso modo – i cento miliardi di aumento del debito. Come sempre, il conto di disponibilità era molto più pingue a fine novembre, tanto da spingere a 120 miliardi la variazione del debito alla fine degli undici mesi 2009. Ma, grazie all’avanzo di cassa di dicembre e al maggior ricorso al conto del Tesoro presso la Banca d’Italia in luogo delle emissioni di titoli, ecco che venti miliardi di debito sono spariti come per magia. E, poiché la recessione ha colpito duramente, ma un po’ di meno di quanto temuto nelle precedenti previsioni ecco che il debito, in rapporto il prodotto interno, risulterà intorno al 115% e forse, di pochissimo inferiore a quella soglia. Nulla di cui gioire: nel 2008 il rapporto era stato del 105,7 per cento.  Ma la riduzione del Pil in cifra assoluta, mai accaduta nel dopoguerra, spiega gran parte del fenomeno.

Archiviato il 2009, lo sguardo si sposta al 2010.  E’ prematuro azzardare previsioni, ma la frenata del debito prevista nell’anno in corso lascia perplessi. Salirebbe infatti di soli 73 miliardi. Ad altrettanto ammonterebbe il fabbisogno di cassa dell’anno. Il dato sembra, a prima vista, peccare di ottimismo. Meriterà seguirne gli sviluppi. (10 febbraio 2010)

 

 


Documenti recenti
-Il testo del decreto per lo sviluppo
-Illegali i poteri di sceriffo ai sindaci
-Possibile fare il testamento biologico
-Troppe deroghe dalla difesa di uccelli selvatici
__

Come cambia il lavoro
Tutelati i lavoratori anche se cambia l’azienda

Tassabili le somme percepite per l’espropriazione

Lavoro, gratuito patrocinio un po’ meno gratuito
__
Docenti
Il regolamento per le commissioni d’esame di Stato

Scuola, le dimissioni decorrono dall’accettazione

Scuola, i presidi assumeranno i supplenti
__
Finanziaria e Fisco
Ecco come autotutelarsi dal Fisco

Agevolazioni fiscali per il veicolo del disabile

L’Irap è legittima ma non sempre applicabile
__
Multe e Divieti
Il testo originale del protocollo di Kyoto

Così si possono contestare le multe

Vietate le vendite sottocosto
__